no nenti

sputi di vita vissuta e immaginata

Eccomi

Blogger: nonenti
uno che se ne fotte.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

 
mercoledì, 07 maggio 2008

.^

L'EX MANIERO.

vistadalmaniero

 

In questi giorni frenetici di salite al colle e totoministri, di padri costituenti e giuramenti falsi, io ho portato avanti una delle battaglie più importanti della mia vita.

Ho deciso di dire addio a tutte queste cazzate infinite.

Dopo giorni di preparazione fisico-tecnico-tattica, ho intrapreso quella che si rivelerà la missione più importante della mia vita.

Ho dichiarato il Maniero e la collina da esso dominata Repubblica indipendente.

.^

.^

.^

LA NUOVA REPUBBLICA DEL MANIERO.

.^

.^

ilmanierolibero

.^

 

Chiunque di voi ne farà richiesta riceverà asilo politico.

p.s. consumazione obbligatoria. Donne ingresso omaggio.

 

Postato da: nonenti a 19:13 | link | commenti (19) |

venerdì, 02 maggio 2008

VARIE ED EVENTUALI.

L'altro giorno stavo pranzando ed al telegiornale hanno fatto passare le immagini di un cadavere.

Stavo per vomitare. Non per modo di dire, stavo per vomitare veramente.

Anche se era di un santo, a me un corpo in avanzato stato di decomposizione fa schifo.

Volevo dire a tutti quelli che hanno fatto e faranno ore di fila per vedere quel cadavere che secondo me è una cosa morbosa.

La fede è qualcosa di interiore, non ha bisogno di un feticcio.

Inoltre credo che disotterrare chiunque dal suo riposo eterno sia ingiusto e dovrebbe essere punito dalla legge.

Un giorno anch'io morirò. Chiedo ai miei amici, quelli veri, che qualche giorno dopo il mio funerale, di nascosto e nottetempo, vengano a disotterrarmi. Chiedo di venire sepolto sul mio monte preferito, nella nuda terra e rivolto ad oriente... no, no, facciamo ad occidente (non mi sono mai svegliato presto, mi godo di più i tramonti...).

Così se un giorno decideranno di disotterrare i cadaveri magari perchè hanno scoperto che da loro si può ricavare energia pulita a basso prezzo applicando un paio di elettrodi dove prima c'erano le palle o le tube di falloppio,  io l'avrò messo in culo a tutti. Essendo stato sepolto nella nuda terra, sarò nutrimento della radice del fiore che darà il polline alla farfalla che darà gioia agli occhi di un bambino che la seguirà nel suo volo incerto.   

In un certo senso ritornerò in circolo.

  

Postato da: nonenti a 00:53 | link | commenti (5) |

mercoledì, 23 aprile 2008

Voglia di volare.

vogliadivolare

Foto scattata due settimane fa a Fiumicino.

Ero in giro con Peppe a fare foto e ci siamo imbattuti nei cacciatori del vento.

 

Postato da: nonenti a 17:45 | link | commenti (4) |

sabato, 12 aprile 2008

Scelte.

Sei a Roma da dieci giorni e decidi di tornare in Sicilia passando da Milano.

Non hai il tempo di chiamare nessuno dei tuoi amici e neppure una delle donne con cui hai condiviso pezzettini della tua vita.

Senza avvertire nessuno vai al solito pub da cui non passi da un anno ed è bellissimo salutare i vecchi amici, è bellissimo sentirti chiamare per nome dal cassiere e dal barista.

E' bellissimo essere a casa a 2000 km da casa.

L'unica rottura di coglioni è che sono le 3 di notte ed ancora devo mettere le lenzuola al letto.

 

 

Postato da: nonenti a 01:50 | link | commenti (10) |

giovedì, 10 aprile 2008

Ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare...

 

papaveri

 

 

 

 

 

 

Postato da: nonenti a 01:15 | link | commenti (7) |

mercoledì, 12 marzo 2008

'Stai bene?'

'Mai stato così lontano dallo stare bene...'

                              (marsellus wallace)

Ultimamente mi sono sentito fresco una pezza.

Oltre ai miei pluriennali ipocondriaci malesseri, negli ultimi mesi, sono venute fuori nuove patologie che minano gravemente alla mia salute. Ovviamente gli altri non mi credono.

Fra le tante mortali malattie che si accaniscono sul mio fisico, ne è venuta fuori una che trovo particolarmente insidiosa: il cuore a puttane.

Oltre alla classica tachicardia, delle volte mi capita di sentirmi completamente scompensato. E' come se la mia pressione arteriosa fossa regolata come Calorio il meccanico regola la pressione dei pneumatici: a minchia.

Giorno 16 febbraio mi trovavo a messina. Verso le sei del pomeriggio ho provato una sensazione che posso tranquillamente definire come 'sensazione di morte imminente'.

Il mio cuore andava completamente per i cazzi suoi. Dopo esserci rincontrati all'ingresso del pronto soccorso, siamo entrati per farci dare un'occhiata.

Dopo avere spiegato all'infermiera che mi sentivo un po' scompensato, mi hanno fatto stendere su un lettino per farmi l'elettrocardiogramma. Mi lasciano da solo nella stanza e dopo un po' arriva un'infermiera di una belleza disarmante. E' perfetta, due occhi verdi stupendi e sensuale da morire (spero non d'infarto).

La tipa mi fa sollevare la maglia e mi prepara per l'elettrocardiogramma. Prende tutti i sensori con le ventose e li appoggia sul mio cazzo. Non metaforicamente, proprio sul mio cazzo e da li comincia a prenderli ad uno ad uno per sistemarmeli sul torace.

Intanto il mio cuore è un'entità a se. Completamente impazzito, è indeciso se scoppiare o no.

La tipa fa il tracciato, lo guarda e mi dice: 'non va bene, chiudi gli occhi'.

Appallottola il tracciato e lo butta.

Io sto malissimo, lei rifà il tracciato, lo guarda e lo butta.

'Chiudi gli occhi' mi ripete.

Ormai lo so: è infarto, non può essere altrimenti con questo cuore che sta per uscirmi dal petto.

La tipa prende il tracciato, lo guarda e lo ribbutta.

Ho avuto un infarto, ne sono sicuro.

Ho avuto un'infarto e sono sopravvissuto.

Dopo l'infarto, e dopo che il mio cuore si è fermato per almeno 5 secondi, il miocardio ricomincia a battere come se non fosse mai successo niente.

Mi sento benissimo, il cuore è tornato normale.

Infatti la tipa mi fa un nuovo tracciato e stavolta è molto soddisfatta del risultato.

Invece che con lo strumento classico, mi prende la pressione con un attrezzo collegato ad un computer. Ha difficoltà con la macchina e deve fare diversi tentativi. Mentre lo fa, appoggia una mano sul mio inguine, mi guarda dritto negli occhi a sette centimetri di distanza e mi dice:'ah queste cose moderne le odio, io sono per le cose MANUALI...'.

Proprio questo mi dice mentre io rischio di annegare nei suoi occhi.

Per un attimo ho creduto di essere come  Tarantino in 'Dal tramonto all'alba' quando juliette lewis gli diceva cose normalissime e lui capiva cose tipo 'voglio che mi lecchi la passera'.

Ma il movimento che fa a sfiorare il mio cazzo quando toglie la mano mi dice che non ho sognato.

Finita la visita tutti mi hanno detto che stavo bene.

Rimasto da solo mi sono rivestito.

Prima di andarmene, controllando che non mi vedesse nessuno, dal cestino ho preso uno  dei tracciati che la mia infermiera erotica aveva cestinato.

 

E siamo andati via assieme, io, il mio piccolo cuore impazzito e le decine di patologie che mi porto dietro da una vita.   

 

il mio piccolo cuore impazzito

 

 

P.s. il tracciato puo' essere sballato per dei falsi contatti, ma il 156 dei battiti è mio e non me lo toglie nessuno.

 

 

Postato da: nonenti a 01:17 | link | commenti (12) |

lunedì, 10 marzo 2008

tirpapa1

Postato da: nonenti a 12:14 | link | commenti (4) |

martedì, 04 marzo 2008

 

Il pelo, non il vizio

di Andrea Camilleri



In Iliata ci fu un Cavaliere che, in pochi anni, accumulò una fortuna immensa. Un giorno alcuni magistrati cominciarono a interessarsi dei suoi affari. E cominciarono a piovergli addosso accuse di falso, corruzione, concussione, evasione fiscale e altro ancora. Arrivarono le prime sentenze di condanna. Il Cavaliere, attraverso i suoi giornali, le sue televisioni, i suoi deputati (aveva fondato un partito), scatenò una violenta campagna contro i magistrati che indagavano su di lui accusandoli d’esercitare una giustizia di parte. Lui stesso si definì un perseguitato politico.

Tanto fece e tanto disse che molti iliatesi gli credettero.

Poi un giorno (come capita e capiterà a tutti), morì.

Nell’aldilà venne fatto trasìre in una càmmara disadorna. C’era un tavolino malandato darrè il quale, sopra una seggia di paglia, stava assittato un omino trasandato.

«Tu sei il Cavaliere?», spiò l’omino.

«Mi consenta», fece il Cavaliere irritato per quella familiarità. «Mi dica prima di tutto chi è lei».

«Io sono il Giudice Supremo», disse a bassa voce l’omino.

«E io la ricuso!», gridò pronto il Cavaliere che aveva perso tutto il pelo, la carne, le ossa, ma non il vizio.

 

Postato da: nonenti a 00:48 | link | commenti (2) |

giovedì, 14 febbraio 2008

Mi dispiace aver dovuto mettere da parte questo blog per un po' di tempo.

Purtroppo in questi ultimi mesi ho dovuto affrontare i cazzi che la vita a volte ti riserva.  

Colgo l'occasione per fare un appello.

 

SANTITA'... mi rivolgo a Voi con la testa cosparsa di cenere poggiata sotto ai Suoi nobili piedi teutonici.

Le scrivo per porre fine ad un'ingiustizia che perdura ormai da quasi due mesi. Sono convinto che non ci sia stato alcun dolo, ed il fatto che ancora la situazione non sia stata risolta dipende probabilmente da qualche sciopero dei messi celesti che quotidianamente fanno la spola tra lei ed il suo datore di lavoro. (Più grave sarebbe se lei non avesse posto fine a questa ingiustizia perchè troppo impegnato a fare politica non nel suo piccolo stato ma in quello che la ospita).

Le riassumo brevemente il caso:

La notte del 24 dicembre 2007 alle ore 22,30 la sognorina Maria Pinacchia, anni 71, dopo avere consumato una umile cena a base di verdure lesse e pane, ha acceso una candela ad una statuetta votiva della Madonna che teneva in soggiorno. Dopo avere recitato alcune preghiere, ha indossato il suo vecchio cappotto marrone ed è uscita per andare ad assistere alla santa messa.

Ha recitato il rosario, ha assistito alla celebrazione , ha pregato e due lacrime di commozione hanno inumidito i suoi occhi quando il prete ha sollevato la statua del piccolo Gesù appena nato.

Finita la funzione, dopo avere fatto gli auguri a tutti i convenuti, con tutto il peso dei suoi anni sulla schiena la signorina Maria Pinacchia, di anni 71, faceva rientro a casa sua.

Maria imbocca  il vicolo sul quale si affaccia la minuscola casa in cui vive (una stanza e mezza), e si sente in pace con se stessa e con gli altri. E' la notte di natale e anche gli altri sono più buoni. Forse fingono, forse sono delle vere merde, ma quella notte tutto il mondo sembra un unico mondo di amore.

Il paradiso... mentre Maria infila la chiave nella serratura di casa pensa che la notte di natale sia la cosa che sulla terra si avvicini di più al paradiso...

Anche lei si sente in pace con se stessa... come se fosse veramente in paradiso...

 

L'INFERNO.

Maria apre la porta e si ritrova proiettata all'inferno, lunghe fiamme lambiscono il suo vecchio cappotto marrone e un fumo nero diabolico pervade i suoi polmoni.

L'inferno staminchia.

La candela che Maria ha acceso alla Madonna ha fatto bruciare completamente la sua piccola ma dignitosa casa.

Maria si è ritrovata alle due di notte con i pompieri che spegnevano l'incendio senza più casa e senza un posto in cui andare.

 

Il fatto che ho raccontato è vero.

Non esiste che uno accende una candela alla statua della Madonna, va a messa, prega fino alle due di notte, torna a casa e  la trova  bruciata...

Dio non lo permetterebbe.

Uno sbaglio...

Può capitare... del resto quella sera nasceva suo figlio e probabilmente per un attimo ha distolto il Suo sguardo dal soggiorno di Maria...

 

Quindi mi rivolgo a Lei ariana Santità...

Sarebbe troppo facile per lei staccare un assegno per ripagare i danni.

Io credo che il suo datore di lavoro apprezzerebbe di più se lei venisse di persona ad intonacare la casa di Maria.

Io credo che lo pretenda.

Ne va dell'immagine dell'azienda.

Venga pure da solo, le manderò tanu menzuculu e sarittu u tuffuni come manovali.   

 

 

Postato da: nonenti a 20:08 | link | commenti (6) |

sabato, 05 gennaio 2008

Ma si... quasi quasi ritorno...

In attesa vi regalo un momento di poesia... una foto che ritrae l'eterna lotta tra l'uomo e lo sterrato del maniero.

io la ruspa e la mala sorte

P.s. Al secondo tornante ho lasciato una piazzola per un autogrill. Chi fosse interessato alla costruzione ed alla gestione mi può contattare privatamente.

A presto.

Postato da: nonenti a 14:29 | link | commenti (15) |